Pianeta Cobar

IL QUADRO GENERALE SULLE PENSIONI. QUELLO ATTUALE, QUELLO PROPOSTO DAL GOVERNO E QUELLO PROPOSTO DAL CO.CE.R. POSIZIONI CONDIVISE A LIVELLO INTERFORZE

Pubblicata il 26/09/2012

Ecco il quadro riepilogativo sulla situazione previdenziale in relazione di cio' che è previsto ora, cio' che propone il Governo Tecnico e cio' che il CoCeR ritiene di proporre. A margine del quadro generale sulla situazione previdenziale vi è la valutazione finale condivisa a livello CoCeR Interforze. Un informazione chiarificatrice sulla complessa e delicata questione pensionistica.
IL QUADRO GENERALE SULLE PENSIONI.  QUELLO ATTUALE, QUELLO PROPOSTO DAL GOVERNO E QUELLO PROPOSTO DAL CO.CE.R.  POSIZIONI CONDIVISE A LIVELLO INTERFORZE

 

Il Governo Monti, nato per cercare di risollevare le sorti economiche del Paese Italia, ha nel tempo adottato varie misure, principalmente di carattere economico, volte a migliorare i conti pubblici. Nella fattispecie, con l’art.24 comma 18 del d.l.201/2011 (cosiddetto “salva IOtalia”), ha richiesto ed ottenuto la delega Parlamentare per armonizzare i requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale del Comparto Difesa e Sicurezza e del Comparto Vigili del Fuoco e Soccorso Pubblico, in analogia ai restanti dipendenti pubblici, già armonizzati con il precitato Decreto Legge. La richiesta di armonizzazione separata, nasceva probabilmente dalla diversità del lavoro svolto, del particolare logoramento dovuto all’attività de quo che ha portato questi Comparti ad avere riconosciuta nel tempo la c.d. specificità del settore. Orbene il Governo Monti attraverso il Ministro del Lavoro, ha nel tempo proposto - tramite dipartimento P.S. e Stato Maggiore Difesa  due bozze che in una prima lettura davano indicazioni di una vera e propria riforma pensionistica in luogo dell’armonizzazione delegata. Per questi motivi, le parti sociali (Cocer e Sindacati) hanno intrapreso ogni possibile utile iniziativa tesa a far rientrare il problema nei canoni previsti, arrivando anche ad ottenere un ordine del giorno al Senato, votato a maggioranza, dove si impegnava il Governo a confrontarsi con le parti sociali per addivenire ad una migliore soluzione dl problema. Il Ministro Fornero, in attuazione all’ordine del giorno del parlamento, convocava, unitamente ad altri Ministri interessati, le parti sociali presso Palazzo Chigi il giorno 21 settembre. L’incontro, avvenuto con non poche polemiche e tanto sconcerto poiché, in nella circostanza, veniva annunciato un provvedimento simile a quanto già prospettato nelle bozze precedenti che erano state oggetto di protesta e di mancato interessamento delle parti sociali e, di contestuale approvazione di ordine del giorno parlamentare, nonchè di rinvio del provvedimento al 31 di ottobre 2012.  Durante l’incontro del 21 settembre, ci veniva illustrato verbalmente dal Ministro Fornero la proposta di armonizzazione che peraltro poco differiva dalla seconda bozza presentata e bocciata. Infatti, ci veniva riconfermato l’innalzamento dell’età di servizio e dei limiti di età, collegando il tutto con forti penalizzazioni per il personale; riducevano le supervalutazioni oggi di cinque anni (utili solo al raggiungimento del requisito pensionistico per servizio);  l’applicazione anche al ruolo Brigadieri del requisito massimo di limiti di età previsto per il “personale di truppa”; la perdita già dal primo gennaio 2012, con l’entrata del contributivo pro rata per tutti, dell’accesso al sistema previdenziale con il requisito minimo del 53 anni e 38 contributivi, ivi comprese le supervalutazioni. Premesso ciò, andiamo ad analizzare e portare in evidenza i motivi ostativi a questo tipo di armonizzazione proposto a senza confronto di questo Organismo. 

ANZIANITÀ DI SERVIZIO (PENSIONAMENTO ANTICIPATO):  limite attuale: 40 + un anno di finestra mobile. Proposta del “Governo Monti”: 42 anni + 3 mesi di contribuzione + penalizzazione per mancato raggiungimento del limite dei 59 anni di età

La Proposta del Co.Ce.R. Carabinieri : 42 anni contributivi senza penalizzazioni.

LIMITI DI ETÀ (TRATTAMENTO DI VECCHIAIA): limite attuale: 60 anni per non direttivi (marescialli, Brigadieri e Appuntati/carabinieri); da 60 a 65 anni per gli ufficiali in relazione al grado rivestito. Proposta del “Governo Monti” (a regime dal 2018) : 62 anni per appuntati/ Carabinieri, Sergenti e marescialli;  da 63 a 66 e 7 mesi gli ufficiali in relazione al grado rivestito.

La proposta del CoCeR Carabinieri: Bloccare i coefficienti di trasformazione (che di per sé portano ad una penalizzazione di fatto) per i comparti ed accettare i limiti proposti dal Governo, con la facoltà per l’interessato di chiedere di restare in servizio per ulteriori tre anni per i soli non direttivi.

SUPERVALUTAZIONI:

Situazione  attuale: vengono riconosciuti cinque anni in più di servizio prestato utile solo ai fini del  raggiungimento del periodo di servizio. Proposta del “Governo Monti”: fermo restando il maturato, la riduzione del periodo dagli attuali cinque anni a due anni e sei mesi.

La proposta del Co.Ce.R. Carabinieri: lasciare invariati i cinque anni, in considerazione che sono utili solo ai fini del raggiungimento del periodo di servizio o eventualmente rendere facoltativo il riscatto per consentire al personale di raggiungere un montante contributivo più alto.

Valutazione finale : In un ottica di armonizzazione del sistema previdenziale non si può non allargarsi alle attuali condizioni di vita di servizio del personale (blocco del turn over; blocco stipendiale; blocco avanzamenti carriera; blocco incentivazioni di servizio; mancato avvio della previdenza complementare), che già penalizzano fortemente i comparti, portandoli a lavorare  in condizioni di forte disagio. Se a questo aggiungiamo una riforma Governativa, senza norme di garanzia e salvaguardia e, senza l’avvio della previdenza complementare, porterà gravi problemi economici anche all’atto del collocamento in quiescenza. Basti pensare che tutti coloro che al 31 dicembre 1995 non riunivano i requisiti di cui alla 335/1995, che già senza riforma si ritroveranno con una pensione pari al 60% dell’ultima retribuzione e, se ci aggiungiamo le ulteriori penalizzazioni previste si arriverà intorno al 50%, se non alla pensione sociale, allora dobbiamo avere il coraggio civico di dire che la specificità del comparto non è un obiettivo per migliorare una condizione di vita ma un escamotage di penalizzazione.  In conclusione, senza le basi di un confronto costruttivo che tenga veramente in considerazione le peculiarità dei Comparti e le condizioni ad esso collegate, non vi potrà mai essere o non potrà mai essere armonizzato un sistema pensionistico guardando solo gli aspetti puramente economici tesi solo ed esclusivamente  al risparmio della spesa. Il Co.Ce.R. Carabinieri, esprime parere fortemente contrario alle proposte Governative ma, animato dall’alto senso di responsabilità e del dovere, proprio ed insito nella figura del carabiniere, si rende disposto all’avvio di un serio, corretto e leale confronto che si dovrà svolgere nelle sedi Governative competenti, partendo dal presupposto contenuto nel presente documento.

Fonte: pianetacobar.eu / cocer carabinieri

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