Pianeta Cobar

I CARABINIERI TRA DOLORE, RABBIA E MALCONTENTO. NOI SOLI A GARANTIRE LA SICUREZZA SENZA STRUMENTI E MEZZI IDONEI E LO STATO PENSA AD ALTRO....E NON SOLO LUI.

Pubblicata il 30/09/2014

In queste ore, in questi momenti, scoppia la rabbia dei carabinieri, quelli che sono li' sulla strada a fare lo "Stato". Si a fare quello di cui altri parlano, dirigenti, gestori di sicurezze, politici che parlano di sicurezza. Il malessere dei carabinieri si alza forte quando è uno di noi a lasciarci la vita per le cose che non vanno.
I CARABINIERI TRA DOLORE, RABBIA E MALCONTENTO. NOI SOLI A GARANTIRE LA SICUREZZA  SENZA STRUMENTI E MEZZI IDONEI E LO STATO PENSA AD ALTRO....E NON SOLO LUI.

No, non è in questo momento che si deve ragionare e fare demagogia, specie in un momento di dolore come spesso ci capita a noi carabinieri. Si, questo è il momento dove la rabbia, il malcontento deve farsi sentire piu' forte perchè solo in questi momenti qualcuno forse, probabilmente, puo' riflettere sulle superficialità e sulle disposizioni che vanno avanti per un copia ed incolla e per fare la bella parte di aver saputo risparmiare.  La radiomobile, il nucleo radiomobile, le auto veloci, le gazzelle, le alfa, le alfette. Oggi, la radiomobile, un nucleo di carabinieri, le auto, il 112, le fiat agili. Il diviosorio blindato che deve proteggerci sulle alfa perchè colleghi hanno perso la vita per non essere protetti. Il divisorio sulle fiat che adattato successivamente deve proteggerci per non perdere la vita e stare in sicurezza quando si porta un fermato in caserma.  Certo è che quando ci si trova con macchine piu' forti di carrozzeria e di tutto cio' che ne connette non è che si salvi la nostra vita, no, ma, forse ....beh, non saprei...  Ma, non siamo certo noi a decidere, no, non siamo noi, c'è chi lo fà di competenza per il ruolo di responsabilità che ricopre e per le scelte che vengono fatte anche in relazione alle disponibiltà economiche sui bilanci di spesa. Prima le alfa, oggi tre fiat al posto di un alfa. Risparmio e agilità. Adattamanto degli strumenti e protezioni alla vettura e..via sulla strada a fare la tutela dei cittadini, dell'ordine e della sicurezza con il pronto intervento del 112 dei carabinieri. In queste ore ricevo molte email di rabbia. Sono i suoi colleghi, sono i colleghi dei nuclei radiomobili che in quell'incidente si rivedono. Mi scrive un collega che mi dice : "Vincenzo, tu lo sai che quando siamo sulla strada e c'è il pericolo avanti a noi, diamo la priorità a garantire la sicurezza degli altri e mettiamo in secondo piano la nostra. Per noi è piu' importante fermare un delinquente che potrebbe ammazzare una persona anche con un auto perchè alla guida ubriaco o senza patente. Quell'adrenalina che ti prende in un millesimo di secondo e come un segugio ti porta verso il pericolo per fermarlo e riportare l'ordine...l'ordine delle regole. Lo Stato, in quel momento siamo noi. Lo Stato forse tutto questo non sà nemmneo che succede. Certo è proprio cosi'. Tagliare per metterci in condizione di lavorare come possiamo...alla carlona. Tagliare ...risparmio...e poi chi deve fare le scelte, chi ha il dono delle scelte....lo fà. Magari non ne comprende proprio le dinamiche di cosa possa accadere e quale la migliore soluzione, se mettere i bulloni, le viti o il collante...ma lui sceglie in base ai fondi. IL suo ruolo è far quadrare il tutto, quello il suo merito, quello il suo dono. Chi sulla strada opera con quello che ha e fà quello che sente fortemente e non quello che puo' come chi gestisce le cose. Il carabiniere dovrebbe anche lui fare quello che puo'....ma non puo'. No, perchè quando è sulla strada è lui a guardare in faccia i cittadini che protegge. E' lui l'elemento determinante della sicurezza e dell'ordine.  Noi carabinieri tutti ci siamo stancati di subire tutto questo ed altro e vorremmo davvero dire...faccio quello che posso e fin dove arrivo. In realtà lo diciamo tutti noi ...si lo disciamo tutti noi carabinieri, tutti i giorni...tutti. Ma poi, il nostro senso di responsabilità, quella divisa indosso...lo Stato....lo Stato siamo noi...e tutto diventa nulla, tutto si riduce a parole al vento e sale l'adrenalina e si và sempre verso il pericolo. Si và con i mezzi che abbiamo, con le preparazioni che abbiamo, con il nostro spirito. Non sempre c'è armonia nei reparti, non sempre c'è serenità nell'operare con i problemi personali, gli stati d'animo, le situazioni familiari, i debiti, i problemi fisici....ma in quei momenti tutto si annulla e c'è un solo obiettivo...ordine e sicurezza nel nome dello Stato Italiano.  C'è chi opera, c'è chi controlla chi opera e chi gestisce chi controlla e chi opera. Cambiamento....necessario un cambiamento. Non è questo il destino di noi carabinieri, di chi deve agire in nome e per conto di uno Stato Italiano. Quello della storia, della nostra storia ma non quello di oggi, quello che ci riduce in queste condizioni e in tutto questo ora il problema sarà .....chi ha parlato e cosa ha detto. Si, perchè il carabiniee non ha diritto a dire queste cose. Meno male che lo fà il nostro collega poliziotto, ma da carabiniere, rappresentante di carabinieri, parlo a nome di chi oggi come carabiniere non puo' parlare. Io mi prendo le mie responsabilità come se le devono prendere chi fà le scelte e chi decide cosa...quando...dove..come ...e perchè. Nessuno di questi avrà mai un nome perchè è celato dietro una grande amministrazione, una grande struttura. Un nome c'è, si, di chi parla da carabiniere a nome dei carabinieri che rappresenta e che gli hanno dato mandato a farlo.      

Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

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