Pianeta Cobar

LA LETTERA DI UN ASPIRANTE CARABINIERE A CUI IL GOVERNO HA PRIVATO DI PARTIRE PER IL CORSO DI FORMAZIONE. "RIVOGLIO II MIEI DIRITTI, RIVOGLIO IL MIO PAESE"

Pubblicata il 06/10/2012

Questa è la lettera che gli aspiranti allievi carabinieri, allievi marescialli e volontari in ferma prefissata stanno inviando alle istituzioni, al Governo, ai politici, agli organi di stampa. Un grido ai diritti violati, un grido ad un sogno strappato da una legge che ha violato la costituzione e stà distruggendo il futuro di oltre 2000 giovani vincitori di un concorso pubblico, superato con tanto di idoneità a fronte di decine di migliaia di aspiranti.
LA LETTERA DI UN ASPIRANTE CARABINIERE A CUI IL GOVERNO HA PRIVATO DI PARTIRE PER IL CORSO DI FORMAZIONE. "RIVOGLIO II MIEI DIRITTI, RIVOGLIO IL MIO PAESE"

 

" Signor Presidente della Repubblica Italiana - Signor Presidente del Consiglio prof. Monti - Signori Ministri del Governo -Signor Ministro della Difesa , Ammiraglio Di Paola - Signori onorevoli e senatori della Repubblica - Signor Comandante Generale dell’Arma, Gen. C.A. Gallitelli - Signori delegati del Co.Ce.R. Carabinieri

Sono un cittadino italiano, un giovane di questo paese che guarda al futuro di questa nazione, un aspirante carabiniere che ho superato una fase concorsuale con relativa idoneità alla frequentazione del corso di formazione. Sono un cittadino a cui è stato violato il diritto al lavoro garantito dalla costituzione del mio paese. L’applicazione della “spending review” mi ha privato di partire per il corso di formazione per diventare un servitore dello Stato, un carabiniere, un giovane che raggiunge l’obiettivo di vita di avere un posto di lavoro e dare soddisfazione alla mia famiglia nell’incamminarmi verso un mio status sociale potendo costruire il mio futuro.

Signor Presidente della Repubblica, le chiedo di fare da garante alla Costituzione Italiana, Le chiedo di intervenire a tutela dei diritti di un cittadino italiano, dei diritti di un giovane che guarda al suo futuro, al futuro del paese.

Signor Presidente Monti, il suo compito difficile di salvare il paese da una profonda crisi non puo’ passare dall’annullare il mio futuro. Non è accettabile per un giovane come me, che dopo aver superato un concorso pubblico con mille difficoltà, sia economiche e sia nel merito di aggiudicarsi un idoneità  a margine di centinaia di migliaia di altri aspiranti, debba essere privato dei diritti acquisiti non chiamato a partire per il corso di formazione da carabiniere perché la graduatoria degli idonei è stata tagliata dell’80% circa, in relazione al blocco del turn over previsto nella spending review.  Signor Presidente Lei ha un difficile compito e mi rendo conto che i sacrifici li debbano fare tutti gli italiani, ma non puo’ mettere un muro davanti alle nostre speranze e privare a circa 2000 ragazzi vincitori di concorso del posto di lavoro ottenuto dopo una selezione in un concorso pubblico. Da Lei, Signor Presidente, mi sarei aspettato che avesse dedicato maggiori energie nel recuperare risorse economiche dallo spreco dei soldi pubblici che sono anche all’occhio di un giovane di questo paese. Da Lei, Signor Presidente, non mi sarei aspettato che mia avesse violato i diritti acquisiti, che mi avesse privato della realizzazione di un sogno che ho toccato con mano, ma strappato dalle stesse per salvare il paese. Il Paese và salvato sanando cio’ che non và, sanando lo spreco, non distruggendo le motivazioni e le speranze di un giovane che vede svanire cio’ che ha conquistato, un posto di lavoro, dopo anni e anni di varie selezioni non superate.  

Signori Ministri di questo Governo, il vostro compito nel ruolo di tecnici, ognuno per le sue competenze,  deve si’ contribuire  a raggiungere gli obiettivi prefissati, ma deve anche costruire le basi per la ripartenza dell’economia del paese. La ripartenza del paese non puo’ passare dal cancellare posti di lavoro ottenuti dall’esito di un concorso pubblico, tagliando, a due mesi dalla partenza per il corso di formazione per allievo carabiniere e allievo maresciallo dell’Arma, l’80% circa di una graduatoria di merito che avrebbe portato alla formazione di oltre 2000 carabinieri che rappresentano uomini dello Stato al servizio della sicurezza del paese e delle comunità italiane.

Signor Ministro della Difesa, Signor Ministro Di Paola, vorrei che Lei si rendesse conto del mio stato d’animo e di come si debba sentire un ragazzo che desidera di entrare in questo mondo militare, da anni in gioco per vari concorsi e poi, al raggiungimento dell’obiettivo di risultare idoneo al concorso per l’Arma, si trova difronte ad una situazione mai accaduta in un ambiente militare, lo stravolgimento delle regole.  So’ quanto Lei si stia impegnando per rimediare al blocco del turn over, ma non comprendo il perché non abbia intrapreso la linea del risparmio di risorse sulla gestione logistica e amministrativa da cui sarebbero state ricavate risorse adeguate per far partire tutti noi vincitori di concorso. 80 milioni di euro non ritengo essere una somma tale da lasciare a casa 2000 giovani carabinieri, 2000 posti di lavoro, 2000 famiglie a cui è stato distrutto un sogno, un obiettivo di vita.  Signor Ministro, Lei è stato tra i promotori del progetto dei volontari in ferma prefissata, Lei non puo’ far passare i Volontari in ferma prefissata quadriennale nel turn over e incidere su quel 20 % fissato dalla legge. Signor Ministro l’incremento ulteriore del 30% per il 2013, che  di sicuro sarà approvato nella manovra di stabilità portando al 50% il turn over, se includesse i VFp4, come si ritiene fare in modo non lineare in quanto personale già stipendiato da Minisero Difesa, dallo Stato, sarebbe solo il recupero di quest’ultimi, tra l’altro in servizio temporaneo in altra Forza Armata, per poi passare nell’Arma, non attingendo dagli idonei dalla graduatoria di merito del concorso da noi superato con relativa idoneità. E’  inammissibile far incidere nella spending review il blocco del turn over per le forze di polizia il personale già in servizio pur sotto lo stesso Ministero. Sembra una disparità penalizzante per l’Arma incidendo sul nostro accesso alla frequentazione del corso di formazione. Forse non posso comprendere che bisogna privilegiare la sicurezza estera del paese a scapito di quella interna a fronte di criminalità sempre crescente all’occhio mio e di tutti gli italiani di questo paese. Signor Ministro, il taglio del turn over non doveva investire le Forze di Polizia, ma doveva investire solo le Forze Armate, che avrebbero gestito negli anni la riorganizzazione delle risorse umane senza incidere pesantemente, invece, sulla sicurezza interna del paese.  Tra l’altro questo taglio incide solo sull’Arma dei Carabinieri perché ha la necessità, ogni anno, di avvicendare i suoi uomini, di ogni ordine e grado, al servizio del paese, dislocato in tutte le città  e nelle piu’ disparate comunità della nazione e non solo. Signor Ministro, Lei è un militare, non puo’ essere colui che ha fatto violare le regole per salvare l’economia del paese. NO Signor Ministro, Signor Ammiraglio, No, Lei non puo’ farlo.

Signori onorevoli e senatori della Repubblica Italiana, siate responsabili, sentitevi responsabili. Voi tutti, eletti dal popolo italiano, avete la responsabilità di votare, tra Camera e Senato, i provvedimenti del Governo tecnico. Molti di voi hanno competenze in materia di sicurezza e di ordine pubblico, tutti voi avete ben chiara la posizione del paese, dei cittadini italiani, dei giovani e del loro incerto futuro.  Voi tutti avete la responsabilità di aprire le porte al futuro del paese a dare speranze a chi ha determinazione e sacrificio da mettere in campo per dare uno slancio al nostro paese per risollevarsi da una profonda crisi che ci ha messi tutti dalla stessa parte a spingere per buttare giu’ questo muro e ripartire a vita dignitosa per un paese degno della sua storia e della sua identità.  Voi non potete far passare il blocco del turn over con una percentuale che nemmeno un usuraio avrebbe applicato. Voi non potete lasciare 2000 giovani di questo paese, da nord a sud, fuori da un concorso vinto per un posto di lavoro in una forza di polizia per un ruolo delicato come quello nel garantire ordine e sicurezza pubblica. Siete consapevoli della esigenza del paese di sicurezza e di ordine pubblico con una crescente delinquenza e criminalità che stà rendendo le nostre città, le nostre comunità, luoghi non piu’ sicuri ed in balia di chi voglia violare la serenità dei cittadini di questo paese. Voi lascerete l’Arma dei Carabinieri con 7000 uomini in meno per i prossimi tre anni, uomini che mancheranno dalle Stazioni Carabinieri, oggi già in affanno per la crescente esigenza e per le difficoltà nelle condizioni di lavoro che sono all’occhio di ogni cittadino che entra in una caserma. La povertà e la mancanza di posti di lavoro stà facendo crescere la criminalità e stà avvicinando sempre piu’ giovani come noi a mondi che non gli appartengono, a realtà che non gli consentiranno piu’ di dare un senso civico alla propria vita ed al proprio futuro.

Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, non puo’ lasciarmi cosi’. Io sono già un suo carabiniere. Sono entrato in una caserma dell’Arma, piu’ di una volta in questi anni, per svolgere le fasi concorsuali nell’Arma dei Carabinieri. Sono entrato e spesso risultato non vincitore. Ho piu’ volte immaginato di svegliarmi la mattina, indossare la divisa, entrare in ufficio e salutarla lì in quel quadretto che è appeso in tutte le caserme alle spalle di ogni Comandante, per poi iniziare la mia giornata da carabiniere. Questa volta il sogno si è realizzato ed è diventato realtà, ma all’improvviso uno “ straniero”, chiamato “spending review”, ha preso il sopravvento del nostro paese, dei nostri diritti, dei nostri sogni.  Sono sicuro che Lei, Comandante, stà ponendo in essere ogni utile iniziativa, nelle sue competenze, per poter dare tutela ai suoi carabinieri, come noi già ci sentiamo.  Le chiediamo di fermare i concorsi per poter consentire di poter partire per i corsi di formazione, perché vincitori di concorso. Non è mai successo nella storia dell’Arma una simile storia. Le chiediamo di non abbandonarci, di far sentire la sua voce con il Ministro della Difesa, di non lasciare che i reparti dell’Arma si trovino in quelle che saranno situazioni lavorative davvero difficili con la carenza di uomini che sarà inevitabile con il blocco dei nostri arruolamenti.  Forse questo Governo non si puo’ rendere conto di cosa stiamo passando, di cosa veramente potrà accadere nei prossimi anni sulla sicurezza di questo paese. Lei lo puo’ dire, Lei si puo’ far sentire. Non ci abbandoni, non abbandoni i suoi figli. Un condottiero per tutelare i suoi uomini è pronto a tutto, e Lei sappiamo essere un grande condottiero che porterà questa Arma dei Carabinieri ai duecento anni di storia.

Signori delegati della Rappresentanza Militare del Co.Ce.R Carabinieri. Ci vogliamo sentire vostri colleghi, ci vogliamo sentire personale dell’Arma che Voi dovete rappresentare. Seguiamo con attenzione l’importante ruolo che svolgete e quanta determinazione mettete in campo.  Abbiamo bisogno di Voi, abbiamo bisogno della vostra competenza, del vostro rapporto con lo Stato Maggiore dell’Arma, della vostra autorevolezza con la politica di questo paese, della stima che avete dai vostri colleghi.  Sono proprio loro che ci hanno consigliato di contattarvi, di affidarci a voi per fare un percorso insieme. La tutela dei nostri diritti acquisiti è comune ai vostri obiettivi. Il nostro arruolamento viaggia di pari passo alla tutela dei carabinieri che rappresentate, che già ora vivono condizioni di lavoro difficili che si alimenteranno negativamente con il mancare di uomini nell’avvicendamento del turn over che sarà pari a 200 uomini ogni 1000 che lasciano l’Arma dopo anni e anni di servizio prestato al sacrificio e al senso del dovere.  Abbiamo bisogno di consulenza, abbiamo bisogno di sapere che strada intraprendere, ed è necessario farla insieme per avere quel valore aggiunto nel raggiungere il nostro sogno che ci è stato strappato in modo inaccettabile. Voi tutti sapete cosa significa fare per anni un concorso, vincerlo, e poi trovarsi la porta sbattuta in faccia con su scritto : “ Rimani fuori perché dobbiamo salvare il paese “.  

A Voi tutti, voglio il mio paese, voglio i miei diritti, voglio essere un cittadino italiano di un Italia che rispetti la Costituzione, voglio sentirmi parte di questa nazione, voglio costruire il mio futuro, voglio difendere il mio sogno che è diventato realtà. Voglio essere un uomo al servizio dello Stato. Voglio la mia divisa da Carabiniere, l’ho conquistato, è un mio diritto e Voi tutti dovete consentirmi di difenderlo. Rivoglio la mia Italia.  "

( abbiamo riportato integralmente la lettera omettendo gli aspetti personali e familiari di ognuno dei ragazzi che ci ha inviato la lettera. la scelta è stata fatta per il riserbo della privacy di tutti questi ragazzi che pur di far comprendere cosa stanno vivendo hanno voluto scrivere in modo genuino e relaistico un dramma sociale che investe loro stessi e tutti i loro affetti familiari )

Fonte: pianetacobar.eu / cocer carabinieri

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