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LA RAPPRESENTANZA MILITARE......7a TAPPA. LE INIZIATIVE DI RIFORMA. LE INIZIATIVE DI RIFORMA FINO ALLA XVI LEGISLATURA.

Pubblicata il 24/08/2015

Settima tappa del viaggio nella dimensione della Rappresentanza Militare. Le iniziative di Riforma. Le iniziative di riforma fino alla XVI legislatura. 7a tappa dello studio di Pianetacobar.eu sulla Rappresentanza Militare nel viaggio verso la riforma.
LA RAPPRESENTANZA MILITARE......7a TAPPA. LE INIZIATIVE DI RIFORMA. LE INIZIATIVE DI RIFORMA FINO ALLA XVI LEGISLATURA.

Il panorama delle iniziative e dei progetti legislativi prodotti nel corso della XVI legislatura in atto non presenta particolari novità rispetto al passato. Nonostante le molteplici iniziative legislative assegnate alla 4^ Commissione Difesa, la Camera non ha ancora iniziato i lavori. Per quanto concerne i contenuti, si segnalano le proposte di legge: a.C. 138, presentato il 29 aprile 2008 e assegnato il 12 maggio 2009, definisce la rappresentanza militare quale organismo che interviene nelle vicende delle Forze armate e del personale, operando in modo autonomo rispetto alla linea di comando. Non consente agli organi della rappresentanza militare la trattazione degli argomenti relativi al rapporto gerarchico - funzionale, all’ordinamento, all’addestramento, alle operazioni, al settore logistico e all’impiego del personale. Prevede l’articolazione del Co.Ce.R. in sezioni autonome di Forza armate o Corpo armato, per le questioni che riguardano specificatamente Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza, Croce Rossa Italiana e Corpo delle Capitanerie di porto. Attribuisce agli organi della rappresentanza militare, ad ogni livello, lo svolgimento di attività contrattuali con i competenti organi governativi, limitatamente però ad alcune materie, tra cui trattamento economico, licenze, aspettative, permessi e fissazione dei criteri per la mobilità del personale. Legittima il Co.Ce.R. dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza, prima di presentare le proprie piattaforme contrattuali, a relazionarsi con i sindacati più rappresentativi della Polizia di Stato, per pervenire ad un eventuale accordo. Garantisce lo svolgimento delle attività dei delegati e dei consigli di rappresentanza, prevedendo a loro favore una specifica indennità, la priorità dell’attività della rappresentanza militare rispetto ad ogni altro impiego, la non perseguibilità disciplinare dei delegati per le opinioni espresse, nonché il divieto di trasferimento degli eletti senza il loro consenso e dell’organo di appartenenza. Stabilisce l’elezione del Presidente degli organismi della rappresentanza.  L' a. C. 1886,presentato il 10 novembre 2008 e assegnato il 5 febbraio 2009, riconosce ai lavoratori militari il diritto di manifestare il proprio pensiero senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa. Garantisce al personale militare, all’interno e all’esterno dei luoghi militari, l’esercizio delle azioni per la tutela dei propri diritti e per l’organizzazione delle attività di rappresentanza. Afferma il divieto di atti discriminatori nei confronti del lavoratore militare a causa della sua attività di rappresentanza, estendendo la tutela del delegato ai due anni successivi al termine del mandato. Riconosce paritetico trattamento, presso le istituzioni militari, alle associazioni d’arma, ai sodalizi, ai circoli ed ai sindacati dei lavoratori militari ai quali potrà essere concesso gratuitamente l’uso di locali dell’amministrazione per lo svolgimento delle loro attività. Stabilisce che i corpi militari interessati esprimano una valutazione sugli schemi degli statuti dei sodalizi e dei sindacati dei lavoratori militari, da inviare successivamente ai Ministri competenti ai fini del rilascio del previsto attestato di conformità. Vieta qualsiasi atto diretto a limitare il diritto dei lavoratori militari di istituire e di associarsi in organizzazioni sindacali. Riconosce agli organi della rappresentanza militare il diritto di affiggere e di diffondere giornali, riviste, pubblicazioni, testi e comunicati relativi a materie di interesse  generale e del lavoro, in appositi spazi che il comandante di reparto ha l’obbligo di predisporre. Sancisce l’obbligo per le autorità militari di rispondere alle delibere degli organi della rappresentanza in modo rapido ed esaustivo. Prevede che i pareri e le opinioni espressi dal delegato nell’esercizio del mandato non possano essere censurati dalle autorità militari e dagli organi della rappresentanza militare, che possono altresì esprimere solo valutazioni di carattere generale relative sulla eventuale non concordanza. Disciplina il diritto del lavoratore militare di raccogliere contributi e di svolgere opera di proselitismo in favore degli organi della rappresentanza militare all’interno dei luoghi di lavoro, nonché il diritto degli organi di rappresentanza e dei sindacati dei lavoratori militari di percepire i contributi che i lavoratori militari intendono versare.  L' a. C. 4179, presentato il 15 marzo 2011 e assegnato il 27 aprile 2011,  prevede:  il riconoscimento alla rappresentanza del ruolo di parte sociale, nonché di autonoma capacità negoziale e di contrattazione; l’ampliamento della competenza su quasi tutte le materie relative al personale militare; l’articolazione della rappresentanza militare su due livelli: Consiglio Centrale di Rappresentanza (Co.Ce.R.), a livello nazionale, e Consigli Territoriali di Rappresentanza (Co.Te.R.), a livello regionale, in sostituzione dei Co.BA.R., mentre i Co.I.R. vengono soppressi; l’estensione della durata del mandato dei delegati a 5 anni ( La durata attuale del mandato è di quattro anni. La proposta di legge non disciplina la rieleggibilità ); l’istituzione della categoria «C», composta da sergenti e sovrintendenti; l’introduzione per i delegati della inamovibilità, non perseguibilità per le opinioni espresse e riconoscimento della carica quale titolo complementare per l’avanzamento in carriera;  l’esclusione del preventivo assenso del Ministro della Difesa alla costituzione di associazioni tra militari.   Altro iter hanno seguito i provvedimenti presentati al Senato, ove la Commissione Difesa ha conferito mandato ad apposito Comitato ristretto per la predisposizione di un testo unificato. Il Comitato ha completato i lavori nell’aprile 2010, senza tuttavia riuscire a presentare un testo condiviso risultante dall’esame congiunto dei disegni di legge a.S 161, a.S. 1157, a.S. 1510 a.S. 2125. Conseguentemente, il Relatore del provvedimento ha presentato un testo adottato dalla Commissione nella seduta del 19 maggio 2010 come testo base per il seguito dei lavori parlamentari. L’articolato, in sintesi, prevede: la conferma di un sistema articolato su tre livelli (Co.Ce.R., Co.I.R. e Co.Ba.R.) con la possibilità di istituire, a livello regionale, Comitati Regionali Interforze (C.I.R.), per la gestione dei rapporti con gli Enti pubblici in alcune materie essenzialmente riconducibili all’area dell’assistenza e del benessere del personale; la modifica del richiamato decreto legislativo n. 395 del 1995, con la previsione della partecipazione della rappresentanza militare alle procedure negoziali nel “contratto” in posizione autonoma rispetto alle amministrazioni di appartenenza ( Alla stregua di quanto attualmente previsto per le Forze di polizia ad ordinamento civile);   l’inclusione tra le materie di competenza della rappresentanza militare, per i soli riflessi di carattere generale e collettivo sulle condizioni morali e materiali del personale militare, dell’addestramento, del settore logistico-operativo e dell’impiego del personale ( Verosimilmente, per mera svista, non è ricompresa, nell’ambito delle materie oggetto di concertazione, la durata massima dell’orario di lavoro settimanale, comunque prevista dall’articolo 4 del citato decreto legislativo n. 195 del 1995 ); l’elezione diretta del Co.Ce.R. da parte dei delegati eletti ai Co.Ba.R.; una disciplina dettagliata delle cause di ineleggibilità (la normativa vigente specifica soltanto i requisiti necessari all’eleggibilità). La definizione delle cause di decadenza dal mandato. Il riconoscimento ai delegati di ulteriori forme di tutela, in termini di libera espressione di opinioni (Rimane fermo l’obbligo di osservanza delle norme di principio sulla disciplina militare), trasferimenti d’autorità (da disporre, in assenza del consenso dell’interessato o qualora comporti la decadenza dal mandato, previa intesa con il consiglio di rappresentanza di cui fanno parte ) e garanzia di assolvimento del mandato (attraverso la previsione di specifici periodi di assenza dal reparto, diversamente articolati in relazione al livello della rappresentanza militare ). Attribuzione ai delegati Co.I.R. e Co.Ba.R., per lo svolgimento delle attività dei consigli in cui sono stati eletti, di periodi di assenza dal proprio ordinario incarico di servizio, rispettivamente per quaranta e ventiquattro giorni annui, con conferma circa la qualificazione dell’attività della rappresentanza come attività di servizio. Possibilità per i singoli delegati di riunirsi, a richiesta, oltre il normale orario di servizio, usufruendo di infrastrutture e degli strumenti messi a disposizione dall’Amministrazione, escludendo che le eccedenze di orario diano luogo a recupero compensativo o straordinario. Assegnazione alla rappresentanza, per l’assolvimento delle sue funzioni, di apposite risorse secondo le modalità definite dal regolamento di attuazione.

 

 

 

 

 
 
 

 

( 7a  tappa nello studio della Rappresentanza Militare. Pianetacobar.eu  in viaggio verso la Riforma della Rappresentanza Militare. Consultare l'area dedicata sulla homepage del sito internet  "LA RAPPRESENTANZA MILITARE...STORIA...EVOLUZIONE..RIFORMA " )

 

 

 

 

 

Fonte: pianetacobar.eu/ RAPPRESENTANZA MILITARE VERSO LA RIFORMA/ Aps Romeo Vincenzo

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