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LA RAPPRESENTANZA MILITARE......QUARTA TAPPA. LA TUTELA DEGLI INTERESSI COLLETTIVI DEL PERSONALE MILITARE. LA RAPPRESENTANZA SINDACALE NELLE FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO CIVILE.

Pubblicata il 29/07/2014

Quarta tappa del viaggio nella dimensione della Rappresentanza Militare. La tutela degli interessi collettivi del personale militare. La rappresentanza sindacale nelle forze di polizia ad ordinamento civile. Quarta tappa dello studio di Pianetacobar.eu sulla Rappresentanza Militare nel viaggio verso la riforma.
LA RAPPRESENTANZA MILITARE......QUARTA TAPPA. LA TUTELA DEGLI INTERESSI COLLETTIVI DEL PERSONALE MILITARE. LA RAPPRESENTANZA SINDACALE NELLE FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO CIVILE.

Il sistema delle Forze di polizia, ai sensi dell’articolo 16 della legge n. 121 del 1981 è costituito dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri, dal Corpo della Guardia di finanza, dal Corpo di Polizia Penitenziaria e dal Corpo forestale dello Stato. L’Arma dei Carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza sono Forze di polizia ad ordinamento militare, mentre la Polizia di Stato, il Corpo di Polizia penitenziaria e il Corpo forestale dello Stato sono Forze di polizia ad ordinamento civile. Premesso che il sistema di rappresentanza del personale militare è stato già diffusamente esaminato in precedenza, ora si fornirà una panoramica generale sulla rappresentanza sindacale e sulle strutture sindacali nelle Forze di polizia ad ordinamento civile.  A differenza di quanto accade per le Forze armate e per le Forze di polizia ad ordinamento militare, per le quali vi è un divieto di costituire associazioni professionali a carattere sindacale o di aderire ad altre associazioni sindacali nell’ambito delle Forze di polizia ad ordinamento civile è riconosciuto il diritto di associarsi in sindacati. La legge 1° aprile 1981, n. 121 “Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della pubblica sicurezza”, ha introdotto la specifica disciplina per la Polizia di Stato, con limitazioni finalizzate, da un lato, a garantire il corretto ed efficiente funzionamento di un’istituzione essenziale per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, e dall’altro, a mantenere i sindacati di polizia distinti da organizzazioni sindacali esterne, anche confederali. Gli organismi in argomento sono infatti aperti al solo personale della Forza di polizia, non possono affiliarsi ad altre organizzazioni sindacali ed hanno una funzione di tutela degli interessi degli iscritti, senza interferire nella direzione dei servizi o nei compiti operativi. Non è ammesso il diritto di sciopero o altre azioni suscettibili di incidere sulle attività di ordine e sicurezza pubblica nonché su quella investigativa di polizia giudiziaria. I sindacati delle Forze di polizia partecipano, autonomamente rispetto alle amministrazioni di appartenenza, alla contrattazione collettiva, che si conclude con l’accordo sindacale dal quale sono escluse alcune materie riservate alla legge. Diversamente dalle Forze di polizia ad ordinamento militare che “concertano” (si parla infatti di procedure di concertazione) l’accordo nell’ambito di una delegazione di parte pubblica della quale fanno parte sia gli organismi della rappresentanza militare sia i vertici delle amministrazioni interessate, i sindacati siedono al tavolo della contrattazione in relazione alla propria rappresentatività  (l’individuazione è operata con decreto del Ministro dell’interno), ma soprattutto in posizione autonoma rispetto all’Amministrazione della pubblica sicurezza (inserita nella delegazione di parte pubblica). Accanto alle procedure negoziali di primo livello, nelle quali sono fissati gli aspetti normativi ed economici del contratto nazionale, sostanzialmente comuni a tutte le Forze di polizia civili e militari, esiste poi una contrattazione di secondo livello che costituisce un momento negoziale autonomo all’interno di ogni singola amministrazione. Nella Polizia di Stato, in particolare, si sostanzia nel c.d. “Accordo nazionale quadro”  (al quale non corrispondono atti omologhi per le Forze armate e le Forze di polizia ad ordinamento militare), nel quale i sindacati continuano ad esercitare un ruolo di contrattazione. L’attività dei sindacati è disciplinata dai rispettivi statuti. La presenza di diverse sigle interne a ciascun Corpo di polizia, alle quali il personale può liberamente aderire versando una quota di iscrizione, tende a favorire una dialettica interna, utile a consentire un’adeguata conoscenza e visibilità verso la base ed a conseguire, attraverso il numero degli iscritti, una maggiore rappresentatività verso l’Amministrazione. Tra le sigle sindacali operanti nella Polizia di Stato, il Sindacato Autonomo di polizia (S.A.P.), nato nell’ambito della smilitarizzazione dell’istituzione; il suo statuto è stato, da ultimo approvato nel maggio 2009. La norma di apertura prevede che esso si ispira ai principi democratici della Costituzione della Repubblica italiana e della Convenzione internazione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. Tra le altre disposizioni, prevede la definizione delle finalità, reca disposizioni in materia di tutela dell’esercizio dell’attività sindacale ed è strutturato secondo un’organizzazione centrale e periferica. Viene prevista la cessazione dell’appartenenza al sindacato nel caso in cui l’attività del singolo astrattamente si attagli a ipotesi di reato o si sia dimostrata penalmente illecita o sistematicamente e particolarmente dannosa alle disposizioni del sindacato, all’ordinamento della Polizia di Stato, alla sua composizione morale ed alla sua indipendenza politica o ne abbia gravemente violato le norme statutarie. Altra sigla è quella del Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia (S.I.U.L.P.), anch’esso caratterizzato da una struttura centrale e da un’articolazione periferica. Nello statuto, approvato nel dicembre 2001, viene previsto espressamente che il Siulp opera per “impedire ogni atto suscettibile di provocare la divisione o l’indebolimento al fine di salvaguardare e sviluppare al massimo la forza e il potere sindacale dei lavoratori della Polizia di Stato”. Per quanto concerne gli “strumenti di lotta” lo statuto prevede che l’organismo persegua le finalità sindacali avvalendosi di tutti gli strumenti consentiti dalla Costituzione e dalla legge.  Viene, inoltre, prevista la decadenza in caso di condanna per gravi delitti o nel caso di attuazione di comportamenti moralmente indegni.  Altro sindacato della Polizia di Stato è l’Unione Generale del lavoro (U.G.L.) Polizia di Stato, nata dall’unione delle sigle sindacali Lisipo, Sodipo e Rinnovamento sindacale per l’UGL. Lo Statuto, nell’ispirare l’attività associativa ai principi costituzionali e a quelli dell’ordinamento giuridico, alle leggi e ai regolamenti dello Stato, afferma espressamente che la struttura è un’organizzazione indipendente, apartitica e apolitica, che si identifica e collabora alle strategie sindacali dell’Unione Generale del Lavoro (UGL), nel rispetto delle normative vigenti in materia. Tra gli scopi sono indicati la salvaguardia degli interessi economici, giuridici, previdenziali e professionali degli operatori della Polizia di Stato, nonché assistenza morale e materiale, con particolare riguardo alle controversie di lavoro, nonché la sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo alle problematiche lavorative del personale della Polizia di Stato. Anche la struttura del sindacato in questione è caratterizzata da un’articolazione centrale e periferica. Uno specifico titolo dello Statuto è dedicato alla disciplina, con indicazione delle sanzioni applicabili all’iscritto che tenga comportamenti o atteggiamenti forieri di nocumento all’immagine, al prestigio ed agli interessi generali del sindacato stesso. Altro sindacato è il Coordinamento per l’indipendenza Sindacale delle Forze di polizia (C.O.I.S.P.). Il relativo Statuto, approvato nel luglio 2008, prevede che il sodalizio è apolitico, apartitico, e ha, tra l’altro, gli scopi di curare e tutelare gli interessi economici, giuridici, professionali, previdenziali e assistenziali degli iscritti, nonché promuovere la solidarietà, l’etica professionale, l’esaltazione della professionalità tra gli operatori della Polizia di Stato. Il sindacato è organizzato attraverso strutture centrale e territoriali. Apposito titolo dello Statuto reca la disciplina delle sanzioni; tra queste le più gravi sono quelle della sospensione da uno a sei mesi, nei casi recidiva negligenza o persistente inefficienza della struttura o violazione grave delle norme statutarie e/o regolamentari o la mancata attuazione delle direttive emanate dall’organo superiore. Nei casi particolarmente gravi è prevista l’espulsione dal sindacato. Altre sigle sono la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (ConSAP), associazione libera, indipendente e apartitica che prevede come finalità la promozione di iniziative culturali finalizzate ad esaltare la qualificazione professionale degli appartenenti alla Polizia di Stato mediante un apposito Centro studi e il Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia (SILP).  L’attività sindacale nell’ambito della Polizia penitenziaria è disciplinata dall’articolo 19 della legge 15 dicembre 1990, n. 395, il quale riconosce agli appartenenti al Corpo l’esercizio dei diritti politici, civili e sindacali. Nell’esercizio di tali diritti, gli appartenenti al Corpo sono tenuti ad evitare qualsiasi riferimento ad argomenti di servizio di carattere riservato. Le riunioni sindacali possono essere indette singolarmente o congiuntamente dalle organizzazioni sindacali e possono avere luogo, anche in uniforme, fuori dall’orario di servizio, in locali dell’amministrazione (che ne stabilisce le modalità di uso) ovvero in locali aperti al pubblico. Il personale non può esercitare il diritto di sciopero né azioni sostitutive di esso che, effettuate durante il servizio, possano pregiudicare il servizio di sicurezza degli istituti penitenziari. La medesima legge demanda alla disciplina fissata con decreto del Presidente della Repubblica sulla base di accordi stipulati tra una delegazione composta dal Ministro della funzione pubblica (che la presiede), dal Ministro della giustizia, dal Ministro dell’economia o dai Sottosegretari delegati e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del personale, le materie concenti il trattamento economico, l’orario di lavoro, i permessi, le ferie, i congedi e le aspettative, i trattamenti economici di missione, di trasferimento e di lavoro straordinario, i criteri per la disciplina dei carichi di lavoro, i turni di servizio e le altre misure volte a migliorare l’efficienza e la sicurezza degli istituti, i criteri di massima per la formazione e l’aggiornamento professionale, i criteri per l’attuazione della mobilità del personale, l’identificazione dei ruoli in rapporto alle qualifiche, nonché i criteri istitutivi degli organi di vigilanza e controllo della gestione delle mense e degli spacci e dell’Ente di assistenza per il personale dell’Amministrazione penitenziaria. Operano nell’ambito della Polizia Penitenziaria il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (S.A.P.PE.), U.I.L.P.A. Penitenziari, il Libero Sindacato appartenenti alla Polizia Penitenziaria (Li.Si.A.P.P.), l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (O.S.A.P.P.), Federazione Nazionale UGL Penitenziaria. Sostanzialmente analoga la situazione del Corpo Forestale dello Stato al cui personale sono riconosciuti i diritti sindacali. Operano in tale ambito l’U.G.L. - Federazione Nazionale Corpo Forestale dello Stato, U.I.L.P.A. Corpo Forestale dello Stato, Sindacato Autonomo Polizia Ambientale e Forestale (S.A.P.A.F.), nonché il Sindacato Nazionale Forestale (S.N.F.).

 
 
 
 
 

 

 

( 4a tappa nello studio della Rappresentanza Militare. Pianetacobar.eu  in viaggio verso la Riforma della Rappresentanza Militare. Consultare l'area dedicata sulla homepage del sito internet  LA RAPPRESENTANZA MILITARE...STORIA...EVOLUZIONE..RIFORMA )

 

 

 

 

 

Fonte: Pianetacobar.eu/ la rappresentanza militare/ Aps Romeo Vincenzo

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