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ORE DI LAVORO STRAORDINARIO E MANCATA CORRESPONSIONI DEL LAVORO PRESTATO. IL CO.CE.R. CARABINIERI ESPRIME IL PROPRIO DISAPPUNTO SULLA GESTIONE DELLE RISORSE DISPONIBILI. SIANO GARANTITE A PARTIRE DALLA STAZIONE CARABINIERI.

Pubblicata il 24/04/2014

Martedi' 15 aprile, il Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare dell'Arma dei carabinieri ha approvato all'unanimità una delibera sul delicato e complesso tema della corresponsione delle ore di lavoro prestato in eccedenza all'orario normale. le ore di lavoro straordinario. Si inizi a garantire alle stazioni carabinieri.
ORE DI LAVORO STRAORDINARIO E MANCATA CORRESPONSIONI DEL LAVORO PRESTATO.  IL CO.CE.R. CARABINIERI ESPRIME IL PROPRIO DISAPPUNTO SULLA GESTIONE DELLE RISORSE DISPONIBILI. SIANO GARANTITE A PARTIRE DALLA STAZIONE CARABINIERI.

Il Co.Ce.R. carabinieri ha preso atto che sono anni che si parla a tutti i livelli e in maniera sempre più “asfissiante”, di contenere i costi che la nostra amministrazione sostiene periodicamente nei vari capitoli di spesa, allo scopo di ottimizzare le risorse economiche destinate all’intero comparto e nel contempo riuscire a retribuire, adeguatamente, tutti quei carabinieri che, quotidianamente, con spirito di sacrificio e abnegazione al servizio, forniscono il loro prezioso e indispensabile contributo per la sicurezza del nostro Paese, nonostante gli evidenti danni subiti dal blocco salariale e dai tagli degli straordinari. il Consiglio Centrale dei Carabinieri ha considerato che, al fine di fronteggiare tale problematica sono state diramate, a tutti i livelli, circolari, direttive e disposizioni, in particolare in tema di distribuzione ore di straordinario e buoni pasto. Detti riferimenti, che traggono la loro sostanza da fonti normative, sono chiari e perentori, ma, il fatto più indignante; risulterebbe che, proprio coloro i quali sarebbero preposti a far rispettare scrupolosamente tali dettami, agevolati dalla loro posizione di Comando, riuscirebbero ad “accaparrarsi”, con metodi inopportuni, orami consolidati nel tempo e resi apparentemente legittimi, detti emolumenti che sicuramente, il più delle volte, potrebbero essere contenuti e quindi destinati alle categorie più esposte a rischio e a servizi operativi la cui durata spesso risulta imprevedibile. Infatti è ormai noto ed  altrettanto documentabile che, molti ufficiali, pur di non rinunciare a quel “prezioso bottino”, si trattengono in servizio, spesso inutilmente, anche insieme ai rispettivi Vice Comandanti, per 6/8 ore oltre l’orario previsto, per poi lasciare, insieme a quest’ultimi, i Reparti. Tale comportamento, oltre ad apparire palesemente in contrasto con i criteri sanciti dalle direttive, evidenziano inutili accavallamenti di Ufficiali che, dopo tutte le ore maturate insieme, si fanno sostituire, per le rimanenti ore della giornata, dai loro più stretti collaboratori che, a differenza loro, per ottenere la retribuzione di 20/30 ore di straordinario al mese, sono costretti a maturarne 40/60, poi decurtate a causa del limitato monte ore attribuito al Reparto di appartenenza. Per questi militari meritevoli che rischiano la vita ogni giorno o per quelli che, nell’ambito delle mansioni burocratiche, contribuiscono al buon andamento del Reparto, tutto è documentato e contestualmente dimostrabile, in tempo reale, dalla trasparenza dei documenti amministrativi previsti in materia. Nonostante il diffuso malessere e le perplessità espresse dai Carabinieri in relazione alla problematica esposta e già più volte sottolineata nelle competenti sedi, soprattutto dagli organi di rappresentanza, i Signori Comandanti, continuano a influenzare, esplicitamente o in maniera larvata, ma altrettanto efficace, il proprio personale, pretendendo, da un lato, il massimo sacrificio motivandolo con esigenze di servizio e l’evidente carenza organica, mentre, dall’altro, facendoli credere che non ci sono più soldi o meglio “solo per loro”. In tutto questo, i “controllori” che avrebbero il dovere giuridico di distribuire equamente queste risorse, continuano ad accumulare ore di straordinario e buoni pasto, senza avere compiti improrogabili, se non eccezionalmente,  e nonostante possano disporre del servizio di mensa in sede e dell’alloggio, annotando, sul loro registro personale giornaliero, di natura strettamente riservata, il  servizio svolto, la cui eventuale verifica, potrebbe essere effettuata solo da altro Ufficiale superiore della stessa linea gerarchica il quale, magari, con gli stessi criteri del primo, è riuscito a maturare un numero superiore di ore e buoni pasto. Naturalmente, l’esito dell’eventuale controllo, non potrà che essere “regolare”. Considerato che, anche i nostri Signori parlamentari, oggi, con gli ultimi decreti, hanno l’obbligo di rendere tracciabile tutte le loro spese ed introiti attinenti il mandato, pubblicandoli on line, a quale scopo i nostri Ufficiali continuano a mantenere riservato il loro registro del servizio giornaliero svolto?  il Co.Ce.R. Carabinieri ritiene che sulla base di questa evidente incongruenza gestionale e di trattamento dalla quale deriva una poco chiara distribuzione delle risorse di cui dispone la nostra Amministrazione per tutti i militari dipendenti delle varie categorie, compresa quella, fino adesso evidentemente, privilegiata degli Ufficiali. il Co.Ce.R. Carabinieri, sulla base di queste constatazioni, ha espresso formalmente il proprio disappunto al Comandante Generale e che vi sia maggiore trasparenza nelle documentazioni e nei resoconti delle ore di lavoro svolte come lavoro straordinario. il Co.Ce.R.  sostiene che tale intervento darà la possibilità di dimostrare di essere pronti a dare l'esempio attraverso il sacrificio e le rinunce che da 200 anni si ripercuotono esclusivamente sulle categorie non dirigenziali. Il Co.Ce.R., nell'atto formale, ha deliberato che la corresponsione delle ore di lavoro straordinario con i relativi monte ore preimpostati vengano garantite a tutto il personale contrattualizzato a partire dalle Stazioni Carabinieri, unità giustamente evidenziate ripetutamente dal Signor Comadante Generale dell'Arma dei Carabinieri.
 
Questa delibera del Co.Ce.R. Carabinieri non è un "colpo gobbo" . Questa è l'epressione dei carabinieri dell'Arma, dei Carabinieri d'Italia. Forse è proprio in linea con la politica del Presidente del Consiglio che vorrebbe far arrivare piu' risorse al lavoratore con ceto sociale piu' basso. Il carabiniere che il cittadino incontra tutti i giorni è il carabiniere della Stazione Carabinieri, dell' unità Radiomobile, delle Compagnie Carabinieri, delle tenenze. Proprio a questi carabinieir non sono garantite le ore di lavoro straordinario a scapito dei ruoli organizzativi, logistici, gestionali.  A questo personale non vengono messe a disposizione dei monte ore che consentano loro di poter svolgere il lavoro sino a che l'esigenza lo richieda e mettendoli in condizione di essere piu' disponibili, otre gli orari, a causa della non garanzia di essere pagati per il lavoro prestato.  Bisogna rimettere l piramide nella propria posizione naturale. Partire dal basso, cioè dalla strada, e lì garantire di poter avere dei monte ore di lavoro straordinario che consenta al carabiniere di poter lavorare quanto richiede l'esigenza di prevenzione e sicurezza,ma con la garanzia che tutto gli venga pagato.  invece in ogni reparto è un contrasto continuo che porta a fare le proprie ore di lavoro ed evitare le costrizioni a prolungarsi per ore di lavoro che non sono mai garantite nella corresponsione mensile.  Inverire l'attuale tendenza che non risulta essere piu' adeguata alle esigenze operative e lavorative dei carabinieri. Carabinieri che sono organizzati anche in piccole unità e sommersi da dinamiche burocratiche e amministrative che assorbono gran parte delle ore di lavoro ordinario e dello straordinario. Se dicessimo che lo straordinario viene garantito al lavoro d'ufficio e logistico-organizzativo a scapito delle norme che prevendono che sia impiegato per esigenze operative e prioritariamente alla prioiezione esterna, non diremmo un inesattezza. In realtà è proprio cosi'. certo in un momento di crisi, un carabiniere vorrebbe lavorare piu' ore al giorno per portare a casa qualche centinaio di euro in piu', invece non è cosi', non lo puo' fare perchè non è messo in condizioni di farlo. A lavoro prestato deve corrispondere  un pagamento. Già siamo provati nella nostra dignità per uno Stato che si è reso moroso dal 2011 con  il mancato pagamento delle indennità di anzianità e gli scatti del grado, poi dobbiamo aggiungere anche quell di continuare a lavorare oltre le 36 ore settimanali e sperare che la disponibilità delle risorse ci consenta di essere pagati. Il carabiniere vuole lavorare, perchè sente il senso di responsabilità, quello che non ha piu' chi ci governa. il carabiniere vuole poter dire...oggi ho fatto 4 ore di straordinario e porto a casa 24 euro in piu'.  Se dobbiamo pure combattercele queste 24 euro per 4 ore, tanto è il netto per un carabiniere...beh, ognuno ha la sua dignità. 

 

 

 

 

Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

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