Pianeta Cobar

IL MINISTRO MINNITI ? PIU' CARABINIERE DI QUANTO SI POSSA PENSARE. IL DECRETO SULLA RAZIONALIZZAZIONE DEI PRESIDI E SUI COMPARTI DI SPECIALITA'. QUANDO LE DISPOSIZIONI RESTANO SCRITTE NELLE SCELTE SULLA SICUREZZA

Pubblicata il 29/08/2017

Ogni tanto qualcuno deve sollevare un po' di confusione per fare comunicazione politicizzata, e non gli riesce nemmeno bene, tra l'altro. Si perchè è importante far capire come stanno sempre le cose e perchè vengono fatte. Dalla 121/81 in poi tante direttiva, ma è bene che poi decreti si pronuncino sul reale coordinamento
IL MINISTRO MINNITI ? PIU' CARABINIERE DI QUANTO SI POSSA PENSARE.  IL DECRETO SULLA RAZIONALIZZAZIONE DEI PRESIDI E SUI COMPARTI DI SPECIALITA'. QUANDO LE DISPOSIZIONI RESTANO SCRITTE NELLE SCELTE SULLA SICUREZZA

E' bene sapere che nell’ambito dell’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di polizia, è stato elaborato un gruppo di lavoro che ha portato alla realizzazione del testo del Decreto Ministeriale sui comparti di specialità delle Forze di polizia e sulla razionalizzazione dei presidi di polizia, adottato ai sensi degli artt. 2 e 3 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato”. Nella prima parte di questo decreto, la direttiva stabilisce le modalità di esercizio, in via preminente o esclusiva, da parte della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, dei compiti istituzionali nei rispettivi comparti di specialità. Nel settore della sicurezza stradale è indicato il concorso prioritario all'Arma dei Carabinieri e alla Polizia di Stato nei servizi di polizia stradale sulla viabilità ordinaria, in linea con le previsioni dell'articolo 12 del Codice della Strada. nel settore della sicurezza  “ferroviaria”, sono preservate le esigenze operative dell’Arma a tutela della mobilità delle Forze Armate, in linea con le funzioni di polizia militare. Nella sicurezza delle "frontiere", è indicato ruolo dell’Arma nello svolgimento dei servizi di “polizia di frontiera” negli scali portuali e aeroportuali ove non insistono Uffici della Polizia di Stato. Per al sicurezza "postale e delle tlecomunicazioni", emerge il contributo di tutte le Forze di polizia nel monitoraggio del web per il contrasto al terrorismo e per la prevenzione della pedopornografia. Nella sicurezza del “mare”, è evidenziato il supporto che la Guardia di Finanza assicura con i propri mezzi navali alle  altre  Forze di polizia,  secondo  modalità  stabilite  con  un  protocollo  d’intesa  in  via  di sottoscrizione. La sicurezza “nella circolazione dell’euro e degli altri mezzi di pagamento”, è indicato l’apporto dell’Arma per la repressione del falso nummario, ferma restando la competenza prevalente della Guardia di Finanza. Nella sicurezza “forestale,  ambientale  e  agroalimentare”,  sono  indicate le funzioni  svolte  in  via esclusiva dall’Arma, nonché il concorso della Guardia  di Finanza in materia di frodi ai danni dell’Unione Europea e per la vigilanza ambientale, anche con la componente aeronavale del Corpo. Nel settore della sicurezza “sanitaria”  e  del  “lavoro”,  sono  evidenziate  le competenze  esclusive  dell’Arma, nonché i compiti della Guardia di Finanza in materia di verifica della spesa pubblica e delle entrate. Nella sicurezza del “patrimonio culturale”, viene evidenziata l’esclusività delle funzioni esercitate dall’Arma anche in ambito internazionale. Nella seconda parte del decreto, il provvedimento determina inoltre le misure volte a razionalizzare la dislocazione delle Forze di polizia sul territorio. L’esperienza maturata nell’ambito del "Tavolo Gutgeld" nel corso dei lavori  finalizzati a individuare le misure di razionalizzazione dei presìdi nella Capitale è stata  riportata nell’art. 3 del Decreto Legislativo 177/2016 che, nel riaffermare l’esigenza della “coordinata presenza” della Polizia di Stato e dell'Arma, ha delegato il Ministro dell’Interno ad adottare misure volte a razionalizzare la dislocazione delle Forze di polizia sul territorio, evitando sovrapposizioni disfunzionali  mediante  il  ricorso  al  “privilegiato  impiego”  della  Polizia  di  Stato  nei  comuni capoluogo e dell'Arma dei Carabinieri nel restante territorio, salvo specifiche situazioni per particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica. Non è che un criterio dinamico, che evidenzia quello “gravitazionale”   della  presenza   dei   presidi,   di  cui   ai   decreti   “Scotti”   del   1992   e “Napolitano” del 1998 ( gravitazione della Polizia di Stato nei capoluoghi e dei Carabinieri nel restante territorio). La norma non assegna quindi alle due Forze di polizia a competenza generale  esclusivi  ambiti  territoriali,  ma  introduce  il  “privilegiato impiego”  come  unico criterio di razionalizzazione dei presidi di polizia sul territorio, che rimangono quelli esistenti. I Carabinieri restano sia in provincia che nei capoluoghi di provincia, salvo, invece, rafforzarsi, in futuro, ulteriormente nelle città e nei luoghi ove questo si renda necessario. Su questo già come Arma dei Carabinieri lavoriamo da piu' di un paio di anni dove invece di tagliare la parola razionalizzare significa riesaminare le forze e rafforzarle dando risorse umane e strumenti dove è necessario intervenire. Il concetto di sicurezza viene reinquadrato ora in una prospettiva essenzialmente operativa, incentrata sull’impiego delle forze e che affida al processo costante e continuo di dialogo tra le Forze di polizia la modulazione della “rete dei presidi” in rapporto alle specifiche realtà locali, secondo una logica che deve considerare le esigenze complessive da soddisfare in ambito nazionale e valorizzare l’efficienza e l’efficacia del “sistema sicurezza”. Per mantenere costante il confronto tra le Forze di polizia è stata, infatti, prevista la costituzione di un “tavolo permanente” presso l’Ufficio di Coordinamento. Per dare ulteriore forza alle  strategie  di  prevenzione  e  contrasto,  i  piani coordinati di controllo del territorio sono previsti nei centri abitati nei quali coesistono più Forze di polizia. I piani prevedono anche il coinvolgimento della Guardia di Finanza e il contributo delle polizie locali, secondo le linee guida definite, con appositi atti di indirizzo tecnico. Chi segue con passione e competenza questo settore delle forze di polizia sà che la legge 121 del 1981 stabili' la nuova organizzazione della pubblica sicurezza dove stabili' quali gli organi centrali e quali quelli locali. ne stabili' le funzioni e i compiti. Da quel momento in poi solo interventi che non hanno mai stravolto quell'impostazione. Questo decreto è un importante intervento che interviene sul miglioramento del coordinamento delle forze di polizia con l'esigenza di curarne l'efficienza nell'interesse della sicurezza del paese. Piuttosto che fare informazione c'è chi usa la complessità di alcuni argomenti delicati per far metabolizzare in frasi fatte e concetti pasturati pronti per far diffondere disinformazione e confuzione a danno di chi oggi ha il coraggio di fare delle scelte nell'interesse della sicurezza e dimostra giorno dopo giorno che la sicurezza è al centro delle scelte di Governo.   

Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

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